Lo Scacchista Speculare
(pubblicato su Due Alfieri n. 13 di Luglio/Agosto 1980)

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Richard Hescox, 27.836 bytes

Richard Hescox
The Mirror (?)


"...A volte capita di fare qualcosa di strano, senza sapere perché si faccia, come se in quel momento qualcuno prendesse il sopravvento imponendo la sua volontà. È una sensazione bizzarra ed anomala, pur tuttavia nel riflettervi sopra, dopo aver compiuto il gesto o l'atto inspiegabile, capita di trovare ad esso una spiegazione: forse quel gesto era stato pensato, attuato e dimenticato al tempo stesso, oppure impresso come una sorta di ordine subliminale nella nostra coscienza, in attesa, per esser compiuto, di un altro gesto indipendente che ne rappresenti l'ordine-chiave.
Per maggior chiarezza supponiamo che il cervello si comporti come una scheda di computer in cui si è memorizzato un dato, dando poi come codice di accesso all'informazione contenuta una parola apparentemente casuale. Il risultato in pratica è previsto, ma se tutto il procedimento è stato dimenticato, nel compiere il gesto programmato si prova stupore, come se qualcuno si fosse impossessato di noi, della nostra coscienza, mentre invece tutto rientra in uno schema logico e complesso di azione-reazione. Per fare un esempio: camminando per strada distrattamente pensiamo di doverci recare in un determinato posto, è quindi necessario fare attenzione ad un punto di riferimento ben preciso, quale può essere un negozio, per svoltare nella giusta direzione... ovvero costruiamo nella nostra mente l'itinerario da compiere; camminando però può succedere di essere distratti da una vetrina o da un incontro fortuito, quindi la parte cosciente dimentica e riprendendo la passeggiata camminiamo pensando ad altro, fino al momento in cui riscuotendoci dai nostri pensieri, ci ritroviamo proprio di fronte al posto in cui dovevamo recarci: la prima ovvia reazione è di stupore, dato che avevamo dimenticato il punto in cui si doveva cambiar strada e, nonostante ciò, siamo egualmente giunti a destinazione. Nulla di strano quindi che siamo portati a credere che qualcuno ci abbia guidato fin lì approfittando della nostra distrazione! Ma la realtà, come ho detto, è molto più banale: la parte inconscia del nostro cervello, pre-programmata, ha ricordato l'ordine ricevuto e lo ha eseguito, senza che la parte cosciente potesse neppure rendersene conto...".

A questo punto s'innesta il fatto che voglio riferire. Il brano che ho appena riportato, assieme ad alcune note che trascriverò tra poco, venne rinvenuto nella stanza di un mio conoscente che sparì dalla circolazione senza lasciar traccia per un paio di mesi. O meglio, egli lasciò alcune tracce, oltre ai fogli di cui ho appena riferito: su un canterano fu ritrovata una mezza scacchiera con i soli pezzi bianchi in disordine, posta di fronte allo specchio del mobile. La mezza scacchiera era accostata allo specchio in modo tale da completarsi riflettendosi specularmente: ma attenzione, i pezzi bianchi si riflettevano bianchi! Forse può sembrare una precisazione superflua, ma, come presto vedremo, ha un suo motivo.
Le pagine ritrovate, oltre al brano già riportato, sembrano riferirsi ad una sorta di dominio estraneo sulla stessa mente dello scomparso e la sua stessa temporanea irreperibilità apparve come una strana convalida a questa supposizione, ma al tempo stesso si deve notare come queste note siano in contrasto col brano riportato all'inizio. Prima di proseguire oltre, è bene trascrivere anche il testo degli altri brani, senza ulteriori commenti.

Mercoledì, ore 8
Mi sono destato dopo un sogno agitato, non ricordo nulla di esso, ma qualcosa mi spinge a prendere questi appunti. Oggi mi sento strano...

Ore 10
Ho collocato una mezza scacchiera sul canterano in camera da letto. Vi ho posto sopra i soli pezzi bianchi. La scacchiera specchiandosi si completa, ma tutti i pezzi sono ovviamente bianchi. Non so perché l'ho fatto. Più la guardo e più sono convinto che è in attesa dei giocatori, ma come è possibile giocare in queste condizioni? Come potrei spingere i miei pezzi sulle traverse 5, 6, 7 e 8 che sono dall'altra parte dello specchio? Per farlo dovrei passare oltre lo specchio e ciò è indubbiamente impossibile! Anche volendo transigere sulla monocromia dei trentadue pezzi, resta il fatto che è assolutamente impossibile giocare una partita speculare e dare matto restando ciascuno con i propri pezzi nella rispettiva metà campo! Impossibile? Ottimo argomento per uno studio: ideare una partita speculare del tipo 1. e4, e5; 2. Df3, Df6; 3. Ac4, Ac5 etc. fino al matto di uno dei giocatori, con l'obbligo di restare con i pezzi nella rispettiva metà campo e senza effettuare catture, in quanto le particolari condizioni della scacchiera non lo consentono. Ovviamente in una partita del tipo accennato, avendo il bianco l'iniziativa e dovendo il nero solo copiare le mosse, il bianco dovrebbe prima o poi vincere: infatti, dopo 1. d4, d5; 2. c4, c5; dando lo scacco Da4, il nero non potrebbe parare lo scacco essendo obbligato a giocare Da5, ovvero dovendo compiere una mossa speculare perde la libertà di movimento. Ma questo non risolve la domanda iniziale, infatti nella partita 1. e3, e6; Df3, Df6; 3. Re2, Re7; 4. De4, De5; 5. Dh4+ (e in altre dello stesso tipo) non si ha un vero matto, perché se pure il nero è obbligato a Dh5, in realtà il Re ha due case di fuga e ben quattro coperture. È possibile eliminare queste eventualità rispettando le regole poste? In pratica è possibile dare matto in una partita speculare ottenendo che questo sia davvero imparabile a gioco corretto?

Ore 16
Dopo pranzo mi sono posto davanti allo specchio. Se non fosse per il colore uguale dei pezzi l'illusione sarebbe perfetta. Ho avuto persino l'impressione che il mio me stesso speculare attendesse la mossa. Che idea assurda! Una mia immagine rifratta non può avere una propria individualità, indipendentemente dalla sensazione che possa suscitare...

Ore 18
Ancora davanti allo specchio. La cosa comincia ad essere fastidiosa. Sono sempre più convinto che il mio me stesso dall'altra parte mi stia osservando con interesse. Ho provato a fare alcuni gesti improvvisi, li ha copiati, eppure ho avuto l'impressione di un leggero ritardo da parte sua. Ho avuto anche la bizzarra idea di cominciare una partita: la cosa non ha senso, non si può giocare con tutti i pezzi bianchi, ci vogliono anche i neri. Mi sentivo stupido mentre lo dicevo a lui. Le sue labbra hanno ripetuto i miei movimenti.
"E i neri?" ho chiesto. La sua risposta contemporanea è stata muta, ma poteva essere interpretata anche in modo diverso. Io non so leggere i movimenti delle labbra, quindi chi mi garantisce che lui ha davvero ripetuto le mie parole? E se invece avesse detto qualcos'altro? Ad esempio: "D'accordo!" così come ho effettivamente pensato? Chi può dirlo?

Ore 21
Ho acceso la luce ed ho avuto la sorpresa: i pezzi si rifrangono neri nello specchio! Adesso so che sta accadendo qualcosa di strano ed imprevedibile. La scacchiera ora è davvero pronta per una partita e, anche se vorrei evitarlo, ho deciso di accettare la sfida. Aprirò con e4 e lui dovrà rispondere con e5... L'ha fatto! È bizzarro vedere il pedone attaccato allo specchio rifrangersi in un colore diverso, ma ho finito per accettare l'anomalia. Ora muoverò il cavallo in f3 e lui dovrà muovere il suo in f6... Ha mosso... il cavallo, certo, ma quello b8 in c6! E ora? Lo sto osservando, l'altro me stesso sorride ed io sono assolutamente certo che non sto sorridendo, dato che non ho alcun motivo di sorridere... Mi chiedo cosa succederà quando dovrà portare un pezzo nella mia metà campo. Rabbrividisco. Ho paura di fare un'altra mossa ma voglio andare in fondo alla cosa, la mia mano già freme ed io devo lasciare la penna...

***

Come ho detto in precedenza egli è ricomparso dopo un paio di mesi. Secondo quanto mi ha raccontato fu trovato in stato di amnesia dopo quasi venti giorni dalla scomparsa e a causa della mancanza di documenti non fu possibile accertare l'identità fino al momento in cui, un paio di settimane fa, riacquistò i suoi ricordi, mostrandosi molto stupito di trovarsi a quasi cento chilometri dalla sua città.
Una volta dimesso è tornato a casa ed io, l'altro ieri, all'indomani del suo ritorno, mi sono recato da lui per mostrargli i fogli rinvenuti e per chiedergli cosa ricordasse. Egli non sembra ricordare molto ed ha attribuito il fatto ad uno stato allucinatorio, forse connesso all'imminente amnesia, giustificandolo con la lunga concentrazione sulla scacchiera che gli avrebbe causato il tracollo.
La sua improvvisa sparizione la giustifica invece con un viaggio di lavoro precedentemente fissato, che avrebbe eseguito automaticamente quando l'amnesia l'aveva già colpito. La sua spiegazione può forse apparire convincente, anche troppo, in quanto si ricollega anche al foglio da me riportato all'inizio, ma io sono dubbioso, ho avuto l'impressione che fingesse per nascondere la verità sull'accaduto.
Ho già detto che le sue note appaiono in contrasto col brano iniziale, ma ora sono convinto che quest'ultimo sia stato scritto proprio per rendere plausibile la spiegazione che avrebbe fornito al ritorno e in ogni caso che siano state scritte dopo la partita con lo specchio.
Scomparsa ed amnesia non mi convincono, mi sembrano studiate al solo scopo di nascondere qualcosa e non so neppure io cosa, anche se ho un vago sospetto che qualcosa di terribile sia accaduto, a causa di un piccolo particolare che mi lascia perplesso e preoccupato.
Io non sono un buon fisionomista, eppure in lui c'è qualcosa che non quadra: io lo ricordo da anni con un neo proprio sotto lo zigomo sinistro, come mai ora lo stesso neo è a destra?...

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Mi ricordavo vagamente di aver scritto questo racconto, ma non trovavo né il manoscritto né la rivista dell'epoca, dopo l'allagamento di casa dell'ottobre 1998 ed il successivo trasferimento a Rieti, durante lo spostamento delle mie cose nella nuova casa la rivista è saltata fuori e così ho potuto completare il gruppo di racconti pubblicati sulla rivista Due Alfieri negli anni 1979/1983.

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Il brano in background è Crusader di Tom Kristoffersen, uno straordinario musicista
che ha realizzato i midi più carichi di atmosfera che abbia mai trovato sul net.
Il brano è qui riportato con il permesso dell'autore..

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