Dal nostro inviato... all'Inferno
Parte Sesta
(massacrato [1] su Due Alfieri n. 34 di Novembre/Dicembre 1983)

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Dave Stevens, Vampirella - 20.651 bites

Dave Stevens
Vampirella


«Ecco i tabulati che attendevamo» Lucifero mi porse un voluminoso fascicolo e si pose insieme a me e a Dunyazad ad esaminarli accuratamente. Dopo un rapido sguardo posai il fascicolo sul tavolo, chiusi gli occhi e li stropicciai scuotendo la testa.
«No, non c'è via di scampo - Lucifero annuì ed io proseguii - tra le armi che saranno usate vi sono virus mutanti in grado di rendere progressivamente sterile il terreno e sempre secondo le proiezioni l'ultimo lembo di terra che diverrà sterile è la Florida ed è lì che la razza umana si estinguerà, incapace di risollevarsi tecnologicamente dopo le stragi di scienziati e tecnici che seguiranno al termine delle ostilità, - mi rivolsi a Lucifero - non sarà solo un'ecatombe, quel che è peggio è che vi sarà una lenta agonia senza speranza. Il piccolo gruppo di Rufus dovrebbe, spero, essersela cavata, non è possibile saperne qualcosa?» Lucifero scosse la testa «Probabilmente no, noi ci siamo mai preoccupati di monitorare da dove i Druidi fossero giunti, quindi se i Romani si sono accontentati solo del pianeta di arrivo le possibilità di rintracciarli sono infinitesimali, se hanno scoperto il volo interstellare e mi sembra eccessivo sperare che lo abbiano già fatto, allora forse potremo saperne qualcosa di più, quindi farò esplorare tutte le infraonde che permeano l'interspazio...»
«Ma potrebbero riuscirci in un prossimo futuro - indicai i tabulati - non potete fare una proiezione?»
«Decisamente no, non conosciamo che tipo di tecnologia possano aver raggiunto, non sappiamo neppure che tipo di resti tecnologici abbiano trovato sul mondo Druida, ignoriamo persino se sono riusciti ad affermarsi sul pianeta, non si possono fare proiezioni senza dati, abbiamo dato loro una possibilità ora sta a loro farne buon uso».
«Non siete onnipotenti!»
Ridacchiò «Non abbiamo mai detto di esserlo, lo è chi ha creato l'universo noi abbiamo dato qualche chance in più ad alcune sue creature, a volte abbiamo la percezione della mente creatrice ma non siamo tanto evoluti da percepirne la sua essenza...»
«E l'inferno allora?»
«L'uomo ci affascina, ha idee masochistiche grandiose, non riesce a concepire nulla senza un corrispettivo di eterna sofferenza o godimento, noi abbiamo dato corpo alle sue fantasie religiose».
«Con gli eterni tormenti?»
«Ti sembra un tormento il torneo?»
«Il torneo no ma il resto?»
«Tutta propaganda ma non del tutto fuori luogo dato che in parte ne ha migliorato il comportamento etico e lo ha fatto progredire, noi invece abbiamo fatto molti errori dandogli in momenti sbagliati tecnologie troppo pericolose, come vedi siamo sperimentatori un pò pasticcioni ma vederlo mentre si estingue ci angoscia»
Riflettei «Forse l'opzione romana è insufficiente dobbiamo fare un'altra variazione in tempi più recenti».
«Non puoi impedire la guerra quindi che mossa pensi di attuare umano?»
«Umano» Lucifero pronunziò quella parola senza disprezzo ma con un vago senso di affetto paterno ed io risposi «Voglio gli Atti del Congresso e del Senato Usa di un decennio fa, è possibile averli?»

Avevo finito di esaminare gli Atti che mi erano stati procurati con incredibile celerità, poi dopo aver guardato Lucifero che attendeva in silenzio sorrisi in modo rassicurante.
«Ho un'idea, sette anni fa il Congresso destinò un piccolo ed insufficiente stanziamento per la creazione del Progetto Ark, ovvero di astronavi generazionali che dovevano partire verso sistemi stellari con qualche centinaio di giovani coppie ed una vasta documentazione della cultura terrestre, allo scopo di trovare nuovi mondi da colonizzare per allentare un'eccessiva crescita demografica che poteva portare il mondo sull'orlo della guerra, sono state poi realizzate?»
«Si, ne sono state realizzate tre e partirono l'anno scorso.» [2]
«Una buona notizia quindi, sono altre tre opzioni di sopravvivenza per il genere umano, nonostante i fondi insufficienti il progetto è stato realizzato!»
Scosse la testa «Non del tutto, proprio a causa dei fondi insoddisfacenti i sistemi di sopravvivenza entreranno in avaria a metà strada e le tre arche non arriveranno mai a destinazione, la popolazione superstite attenderà invano in Florida il loro ritorno».
«Allora la mossa da compiere è di rendere più concreta questa chance e credo sia sufficiente aggiungere tre zeri allo stanziamento, una quantità maggiore di denaro dovrebbe consentire la realizzazione di sistemi di sopravvivenza in grado di reggere la durata del viaggio, dato che tutto avviene sotto il controllo di computer, data l'eccessiva burocrazia e il rapido aggravarsi della situazione politica non vi dovrebbe essere il pericolo che venga corretto l'errore riducendo lo stanziamento anzi una volta scoperto verrebbe comunque portato avanti perché con il pericolo di una guerra imminente verrebbe considerato un progetto di sopravvivenza della razza umana, ciò credo non modificherà il futuro perché difficilmente potrebbero tornare indietro in tempo ma vi sarebbero altre tre opzioni per la razza. Che possibilità con lo stanziamento maggiorato?»
Lucifero scosse la testa «La situazione cambia di poco, delle tre arche ne arriveranno solo due, la terza verrà distrutta da un meteorite. Delle due una, diretta verso Sirio, dovrà proseguire verso Stella Polare
[3] , l'altra si schianterà sul suolo del pianeta di arrivo e prima di tre secoli non potranno tentare il ritorno dovendo prima costruire una nuova tecnologia a causa della perdita di materiali indispensabili durante l'impatto.»
«E quelli di Stella Polare?»
«Arriveranno ma non affronteranno mai il ritorno a causa dell'eccessiva distanza, forse faranno una colonizzazione locale ma qui i dati sono talmente insufficienti che non è possibile fare proiezioni.»
«Ma siamo certi che sopravviveranno?»
«Con sistemi di sopravvivenza più avanzati sopravviveranno al viaggio ma cosa faranno dopo è impossibile dirlo, dovremo attendere fino a che non avremo segni chiari dei loro movimenti».
«L'importante che con tre opzioni la razza sopravviva e di quelli in Florida che facciamo? Li lasceremo estinguere così non possiamo dargli una speranza?»
«Loro si estingueranno comunque e non sarà piacevole ma non possiamo cambiare il loro futuro»
«Almeno lasciamoli estinguere sperando, diamo loro un segno fittizio che altrove le cose sono andate meglio, forse con un semplice pacchetto di sigarette...»
«Sigarette? - mi guardò perplesso - vuoi farli sperare con un pacchetto di sigarette? Voi umani siete imprevedibili! Spiegati!»
«Se la terra è arida, non ci sono più macchine, i generi di lusso sono spariti e salta fuori uno straniero che offre un pacchetto di sigarette di eccellente qualità, in un lussuoso pacchetto stampato a colori e poi se ne va, cosa penserebbe il beneficiario del dono?»
Annuì con un bizzarro sorriso «Psicologia eh? Di sicuro crederebbe che sono tornati, che non possono portarli via ma che presto le cose cambieranno dato che non sono più abbandonati, forse lavorerebbe con più lena ed il suo ottimismo sarebbe contagioso, si estinguerebbero lo stesso ma sperando! Non più lasciandosi andare alla disperazione. Sì può funzionare!»
[4]
«Altro credo che non possiamo fare, ora sta a loro!»

La modifica del passato fu compiuta, il Progetto Ark andò in porto con una possibilità in più e ora non restava che attendere di trovare traccia di un successo di almeno una delle tre opzioni di sopravvivenza.
Lucifero guardò i monitor e mi interrogò con lo sguardo.
Alzai le spalle «Ora il tempo può riprendere il suo corso normale, non possiamo far altro senza modificare gli eventi, non resta che attendere, forse un secolo o due ma poi troveremo almeno una traccia spero».
Ad un suo ordine il tempo riprese a scorrere mentre il pulviscolo dorato si dissolveva nell'aria e sul monitor dapprima lentamente poi con più sicurezza la mano dell'asiatico afferrava il pezzo e dava matto all'avversario...

Volevo finalmente tornare nella saletta per seguire finalmente l'incontro tra Fischer e Murphy, ma Lucifero mi bloccò ancora una volta.
«Ti interessa il discorso alla nazione del Presidente Usa? Credo che siamo arrivati all'epilogo...»
Anuii, mi sedetti ed ascoltai dapprima distratto le vuote frasi retoriche poi con più attenzione quando accennò alle Arche.
«... non ci facciamo illusioni, anche in caso di vittoria la speranza di sopravvivenza è limitata, ma proprio in considerazione di una catastrofe che, lo ripetiamo, si sta verificando solo per uno sfortunato malinteso e che ormai ha assunto proporzioni irreparabili, il Governo scioglie ogni riserbo sul reale significato del Progetto Ark, non destinato solo a scopi esplorativi e di conoscenza ma avviato con la precisa intenzione di dare all'uomo una possibilità di sopravvivenza. Erano previste 20 Arche, ne sono partite tre, le altre purtroppo non saranno pronte in tempo ma in ogni caso le tre in viaggio non recano con se solo una ventina di passeggeri ma anche altre 500 coppie ibernate oltre ad un'imponente documentazione in ampex, nastri, cd, microfilm e libri di tutto ciò che il genere umano ha creato nel corso della sua storia, senza censure di tipo razziale, politico, etnico o religioso. Forse sopravviveremo, forse no, ma in ogni caso l'uomo sconfitto su questo mondo sta recando ora sotto altri cieli la testimonianza della sua grandezza, abbiamo seminato il cielo con tre preziosi semi, noi non ne vedremo i frutti, forse non li vedranno neppure i superstiti, se vi saranno, ma altrove la Terra continuerà a vivere sotto differenti cieli e sotto altri soli e chissà un domani torneranno per portar via con se su una nuova patria i sopravvissuti a quell'olocausto che...» lo schermo si spense di colpo con un bagliore di fiamma, il rifugio presidenziale era stato atomizzato ma le Arche erano in viaggio e da qualche parte forse la guarnigione romana partita molto tempo prima aveva iniziato anche essa a guardare verso il cielo con desiderio di conquista, uno di loro doveva farcela e forse da questo limbo dove mi trovavo avrei un giorno visto l'epilogo dei semi da me gettati nel cosmo.
L'avventura umana non era ancora terminata e pensando alla gente di Rufus mi chiedevo se quel piccolo gruppo avrebbe mai avuto successo, probabilmente si erano già estinti da tempo, ma di fronte ala catastrofe incombente ogni possibilità, anche la più vaga doveva essere tentata. In tutta franchezza era dalle Arche ormai che mi aspettavo buoni risultati e invece le sorprese sarebbero arrivate da un'altra direzione... ma c'è tempo per narrare di questi eventi!

Mi congedai per tornare con Dunyazad nella saletta del match e nel congedarmi Lucifero un pò ironicamente mi sussurrò «Tra non molto, ne sono certo, avremo un forte aumento delle iscrizioni al torneo ma non durerà per molto, poi le nuove iscrizioni cesseranno del tutto, è inevitabile, tutto ha una fine...»

La sfida terminò. Fischer in vantaggio di un pedone costrinse Morphy ad un'affannosa combinazione alla ricerca della patta, affannosa ma inutile.
Fischer ebbe un vago sorriso mentre stringeva la mano di Morphy che aveva appena abbandonato congratulandosi vivamente con il suo avversario.
«Finalmente un avversario come ho senpre cercato! - Fischer era soddisfatto - Valeva la pena di venire all'Inferno per giocare una partita come questa!»
Ma anche Morphy, pur sconfitto, non lesinava lodi all'avversario «Mr. Fischer nella mia vita terrena ho perso pochissime partite, ma ho sempre sconfitto con facilità i miei avversari, voi siete il primo che mi sconfigge senza possibilità di equivoci, non ho commesso errori eppure la vostra vittoria è stata schiacciante, sono quindi orgoglioso di aver incontrato il vero e assoluto campione del mondo, qui in sfide individuali ho avuto facilmente ragione di molti che si sono fregiati di questo titolo in vita ma senza avere una visione di gioco paragonabile alla vostra. Questa sconfitta non mi umilia anzi mi solleva da un possibile incarico che non mi sentivo del tutto in grado di assolvere. Dal progetto di Firdusi uscirei sicuramente sconfitto, forse voi riuscirete dove nessuno è mai riuscito, ne sono certo!»
Fischer fissò Morphy interrogativamente mentre io sussurravo a Dunyazad.
«Morphy ha ragione, Fischer fa davvero al caso nostro, solo lui può farcela poiché altrimenti Gav e Talhed sono fottuti per l'eternità.
[5] Vieni Dany dobbiamo organizzare tutto per bene e soprattutto dobbiamo scegliere con molta attenzione una schiappa che giochi in maniera assolutamente ignobile...»
«Potresti giocare tu!» rideva apertamente davanti alla mia espressione sconcertata ed un pò offesa.
«Io sono tra i primi diecimila della mia sala e non sono un'ignobile schiappa, aspetta stasera poi vedi la schiappa che ti fa... diavola pestifera! - poi più seriamente aggiunsi - Deve davvero essere un giocatore ignobile, e fortunatamente io non lo sono, perché deve guidare i neri e Fischer deve riuscire a sconfiggerlo per distruggere una volta per tutte quella maledetta scacchiera, una condanna, anche se giusta, anche se meritata, non può durare un'eternità, non è mai esistita colpa che per quanto tremenda non possa essere espiata e un castigo come quello della scacchiera è eccessivo, è tempo che venga infranta, sempre che - proseguii esitando - Fischer ce la faccia, poiché altrimenti non credo che avremo altre possibilità in futuro di trovare un giocatore altrettanto grande ed in grado di cimentarsi nell'impresa».

Uscimmo dalla sala mentre Fischer discorreva amichevolmente con Morphy riesaminando la partita appena terminata. Fischer non sembrava aver udito le parole di Morphy sul progetto di Firdusi, del resto erano state pronunziate fiocamente ed in mezzo al chiasso, tanto che io le avevo appena afferrate pur essendo molto vicino, ma questo non aveva importanza, Fischer avrebbe saputo molto presto cosa si voleva da lui, per ora si godesse pure il suo meritato trionfo, presto avrebbe dovuto incontrare qualcosa di leggendario, non un uomo ma una scacchiera invincibile e avrebbe dovuto piegarla.
Scrollai la testa, forse era inutile illudersi, avrebbe fallito anche lui, forse non era ancora nato chi poteva sconfiggere qualcosa di sovrannaturale, eppure guardandolo mi chiedevo davvero se non fossi io il pessimista.
Mentre mi allontanavo dalla saletta delle sfide Dany mi chiese sovrappensiero.
«Quella cosa delle sigarette, insomma quella di cui parlavi prima, chi manderemo?»
Sorrisi maliziosamente «Beh manderemo il nostro uomo di fiducia, Firdusi naturalmente, e chi altri?...».
[6]

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  1. Ripeto quanto detto in nota alla Quinta Puntata: Due Alfieri non aveva più bisogno dei miei racconti e per chiudere il ciclo accorpò il quinto e sesto capitolo in una striminzita paginetta senza nemmeno curarsi di fare un decente riassunto ma scempiando i testi in un modo osceno e in un italiano degno di un analfabeta. Ne rimasi talmente infastidito che proibii la pubblicazione degli altri racconti già in loro possesso, che destinai altrove o che rimasero inediti, poi dopo un anno cessai anche di scrivere. Riprendendo il riversamento in web dei restanti racconti dattiloscritti ho ovviamente messo queste due puntate nella forma originale più qualche ristesura di alcuni passaggi che non mi soddisfacevano pienamente prima di dar via ad un progetto a cui penso da quasi vent'anni: portar avanti e concludere il ciclo. [Return]
  2. Il collegamento a Kaspar non è frutto dell'attuale revisione ma era già nella vecchia stesura della puntata, nonostante che il capitolo iniziale di Kaspar io l'abbia scritto sette anni dopo, qui ho solo modificato gli antefatti per meglio collegare il brano al racconto scritto anni dopo. [Return]
  3. All'arrivo di quest'Arca su un pianeta orbitante nel sistema di Stella Polare i viaggiatori troveranno con loro sorpresa templi ed edifici in stile romano e iscrizioni in latino e quindi salterà fuori la storia del II Impero Romano e le vicende successive all'esodo della guarnigione di Britannia. [Return]
  4. Il riferimento è espressamente a Sirio Extra Lenght, un racconto ritrovato di recente, scritto all'epoca dell'Inviato ma del tutto indipendente da esso, infatti l'ho inserito nel menù racconti vari. In esso non prevedevo apertamente il collegamento al ciclo, ma successivamente scrivendo Kaspar ho narrato delle Arche, pur senza ricordarmi né di questo racconto basato sull'inutile attesa del loro ritorno e nemmeno degli antefatti accennati nell'Inviato, riadattando per web le puntate successive dell'Inviato ho riscritto il pezzo per accentuare i collegamenti e per risolvere punti non chiari nel racconto ritrovato: una delle Arche infatti era diretta a Sirio e da qui il nome dato al nuovo racconto e chi in realtà sia il viaggiatore e quale sia il suo scopo risulta ora più evidente dopo aver letto il presente ciclo e il capitolo iniziale di Kaspar. Il lato interessante è che non sempre prevedevo collegamenti tra i vari racconti eppure essi si verificavano indipendentemente dalla mia volontà il più delle volte a seguito di vaghe rimembranze di brani scritti (e perduti) o solo progettati e mai abbozzati. [Return]
  5. Una delle puntate future dell'Inviato doveva proprio riferirsi alla scacchiera di Gav e Talhed, Il Re in nero, all'epoca avevo immaginato che fosse Fischer guidando i bianchi contro un'ignobile schiappa ad infrangere l'incantesimo e liberare i due fratelli dal loro eterno tormento, l'aver ritrovato Una Scacchiera per l'Imperatore che è ora presente su questo stesso web, mi ha fatto cambiare idea, anche Fischer sarà sconfitto dal potente incantesimo e solo dopo molti millenni comparirà sulla scena colui che realizzerà il miracolo risolvendo il gioco degli scacchi. È ancora una volta interessante notare che questo episodio accennato in Una Scacchiera per l'Imperatore era già menzionato in uno dei primissimi miei racconti, ancora prima di tutte le collaborazioni per Due Alfieri, ovvero in Joks di Exiria, scritto subito dopo Orme sulle Sabbie del Tempo, quindi approssimativamente un ventennio fa, ritrovato l'altr'anno ed inserito in web nel novembre 2000. Probabilmente un giorno o l'altro metterò in ordine tutti i miei racconti in modo che leggendoli si notino meglio i collegamenti tra essi e risalti meglio come il mosaico di storie sia effettivamente interconnesso in un unico enorme ciclo. [Return]
  6. La seconda puntata del ciclo si chiudeva con questa battuta detta da uno degli arbitri del torneo, ora passato del tempo è il protagonista del ciclo che la fa sua... in un certo senso non ho potuto resistere a questa autocitazione che mi sembrava abbastanza appropriata per far capire che il ciclo era ben al di là di quella conclusione che Due Alfieri volle imporgli. Nella puntata precedente ho accennato ad alcune anticipazioni che in questa nota avrei fatto: gli episodi futuri quindi riguarderanno la sfida tra Fischer e la scacchiera, il ritorno di Firdusi dopo la consegna del pacchetto di Sirio Extra Lenght, l'arrivo dell'Arca su Stella Polare, la comparsa sulla scena di chi risolvendo il gioco sarà finalmente in grado di sconfiggere la scacchiera e la fine definitiva del torneo... probabilmente ci saranno anche altri episodi ma questo è ancora da stabilire. [Return]

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