Dal nostro inviato... all'Inferno
Parte Quarta
(pubblicato su Due Alfieri n. 32 di Luglio/Agosto 1983)

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Richard Hescox, The Pacifist - 31.792 bites

Richard Hescox
The Pacifist


Avevamo appena finito di disporre i pezzi sulla scacchiera di pietra e, io e Danyazad, arretrammo di un paio di passi per contemplarne l'effetto finale. Tra l'altro eravamo pure riusciti a trovare due sedie girevoli come quelle usate nel mondiale di quasi cinquant'anni prima. Ora, nella sala approntata per il match Fischer-Morphy, sembrava di rivivere l'atmosfera di Reykjavik, ora che la mitica scacchiera era riapparsa dopo un oblìo di oltre un ventennio. In particolare io e Danyazad eravamo certi che Fischer avrebbe ritrovato sè stesso o per lo meno lo speravamo, poichè un nostro segreto progetto, per la sua attuazione richiedeva un Fischer al pieno della sua forma.
La voce di Danyazad mi riscosse dai miei pensieri: «Il direttore desidera parlarci, ci aspetta giù».
Ci avviammo, mentre la sala della sfida già andava riempiendosi con i duecento spettatori ammessi. Speravo solo che il Signore delle Menzogne non mi impedisse di vedere la partita, soprattutto considerando quante leve avevo mosso per ottenere l'incarico di preparare la scacchiera insieme con Danyazad e di assistere Asmodeo [1] nell'arbitraggio dell'incontro.
Raggiungemmo la sala del computer centrale, dove egli ci attendeva e ci accomodammo per conoscere così il perchè del contrattempo, sperando che fosse solo una formalità di breve durata.
Non ci volle molto, Egli ci raggiunse subito e contro ogni mia aspettativa appariva turbato. Che strano! Lucifero era turbato e preoccupato! Attesi con un crescente nervosismo di conoscere che cosa era successo e, ne ero certo, il solo fatto di essere convocato, io solo tra tutti gli umani, era la prova della sua stima e fiducia nei miei confronti.
«Devo dirvi qualcosa di molto grave - esordì - tanto grave che persino la sfida passa in second'ordine. - Bloccò con uno stanco cenno la mia debole protesta e continuò - Mi occorre la vostra presenza qui, ad arbitrare la sfida assieme ad Asmodeo provvederà Eligor,
[2] la partita sarà registrata in ampex e potrai rivederla quando avremo finito. Ora veniamo al punto, tu sei umano, ma il tuo legame con Danyazad ti ha fatto diventare a noi molto prezioso, nessun altro umano ha mai saputo rimuovere i suoi pregiudizi tanto da comprendere il nostro vero ruolo passato e presente...»
«E perchè non ha detto futuro?» pensai, e con nervosismo mi resi conto che era successo qualcosa di molto grave.
«Per questo desidero il tuo parere e al tempo stesso ti chiedo il più assoluto silenzio con gli altri umani sulla nostra riunione. Ricordi cosa disse Firdusi quando tornò con la scacchiera? Ciò che temevo è accaduto. Le prime sette testate nucleari sono partite pochi minuti fa e la risposta non si è fatta attendere. Il centro NORAD è stato sigillato. Hai bisogno di altro per comprendere?».
«No - risposi - ho capito, la partita è giunta al suo epilogo, una guerra di questo tipo vuol dire la fine di tutto, vero?».
«Non si salverà proprio nessuno?» interloquì Danyazad.
«Ancora non lo sappiamo, il centro di elaborazione dati è al lavoro e al più presto avremo dati precisi, dopo di che vedremo cosa è possibile fare per salvare la vostra razza. Forse non ci crederai, ma l'uomo in tempi lontani ci adorò per il dono della conoscenza, solo che troppe volte abbiamo concesso un sapere troppo pericoloso al momento sbagliato e le passate catastrofi hanno fatto dimenticare il bene ricevuto. Ma noi vogliamo salvare questa umanità anche se essa ci rifiuta. Noi non siamo eterni, contrariamente a quanto sulla terra si crede, e prima della nostra fine, ancora lontana, vogliamo che l'umanità raggiunga un livello tale che le impedisca di essere spazzata via in seguito ad una stupida guerra o ad una catastrofe naturale. Una volta che l'umanità non potrà più essere cancellata il nostro compito intrapreso un milione di anni fa sarà concluso e la nostra razza senza futuro potrà cessare di esistere».
Non sapevo cosa dire, ero sorpreso, eppure molti antichi miti si riaffacciavano alla mia mente, molte considerazioni ed una su tutte, il serpente non era stato sempre il simbolo del male, l'Ourobouros, il serpente che si morde la coda, era da tempi immemorabili il simbolo dell'infinito, ed antiche razze ancora prima dell'astronomia moderna avevano rappresentato in forma serpentina le galassie, e ancora Quetzalcoatl, il serpente piumato, ed il mito egizio della rinascita era legato al serpente che cambia la pelle.
Che cosa era accaduto perchè questo diventasse di colpo simbolo del male e di una conoscenza proibita?
«Già in passato consegnammo all'uomo il segreto dell'energia atomica, il nostro Pramantha credeva che fosse giunto il momento: fu una catastrofe. I sopravvissuti inventarono miti che ci trasformarono in simbolo del male cosmico. Alcuni non furono ingannati ma non fu da loro che fiorì la nuova civiltà planetaria odierna, pur tuttavia anche i loro miti furono tramandati affinchè almeno il dubbio fosse perpetuato. A Telemark c'era uno di noi... Ma evidentemente non è servito a molto. Credemmo allora di dare ad entrambi i due nuovi blocchi la stessa terribile conoscenza, sperando che nessuno se ne servisse contro l'altro sapendo di essere spazzato a sua volta e fu ancora un errore. Ora dobbiamo intervenire di nuovo e forse è già tardi...».
«Forse c'è ancora una via d'uscita - dissi -. Ascolta: in una partita di scacchi non si gioca con un unico pezzo, ma più pezzi cooperano per uno stesso risultato; a volte si gioca su più fronti, e i pezzi possono al tempo stesso servire per un duplice attacco e in tal caso compito del giocatore è scegliere, di volta in volta una mossa che abbia sempre un significato, uno scopo. A scacchi nulla è lasciato al caso, se muovo un pedone, non sapendo cosa fare, o credendo che prima o poi mi potrebbe tornare utile, non c'è dubbio che perderò la partita, ma se muovo un pezzo perchè so che tra qualche mossa è lì che mi occorre per sfruttarlo più efficacemente oppure che la sua presenza lì potrà impedire al mio avversario una controffensiva, ebbene allora potrò vincere la partita. Giocare su più fronti, evitando che l'uno intralci gli altri è difficile, sì, ma se le capacità ci sono ogni iniziativa avversaria ne sarà frustrata e nella peggiore delle ipotesi si può giungere ad un nulla di fatto».
Tacqui, e lo guardai attendendo. «Continua, mi interessa».
«Bene, non so ancora con precisione cosa si potrebbe fare e devo ragionarci su come se fosse un problema di scacchi ma di tipo inusuale, poichè per ora con le regole ortodosse il Bianco, o forse dovrei dire il Nero?, non può vincere, quindi bisogna trovare nuove regole, inventare e fingere che la posizione raggiunta non sia di scacchi ortodossi, ma eterodossi, e solo allora, sempre nel rispetto delle regole, il nostro colore vince. Quindi devo sapere alcune cose: in questa guerra vi saranno sopravvissuti? In che numero, come saranno distribuiti, se sarà possibile riunirli in un unico luogo e quali probabilità ci sono di ricostituire una civiltà partendo da essi e che durata questa potrebbe avere. Inoltre se vi è possibilità di modificare il passato, in che misura e se le variazioni possono influire direttamente sull'attuale presente. Per finire, se è possibile congelare il tempo in un presente di durata imprecisata sino a che non sapremo esattamente cosa fare».
Annuì, poi si alzò di scatto, si diresse verso una enorme consolle carica di comandi e vi trafficò per alcuni minuti. A poco a poco l'aria si riempì di una nebbiolina iridescente e scintillante, miriadi di scintille dorate fluttuarono nell'aria e su tutti gli schermi monitor dei vari settori dell'Inferno il movimento si arrestò gradatamente. Su uno schermo si vedevano anche dei giocatori di scacchi ed uno in primo piano, un asiatico, che stava per prendere un pezzo per compiere la sua mossa, ma la sua mano a poco a poco si arrestò in aria, rimanendo immobile poco sopra il pezzo, tanto vicino eppure irrimediabilmente irraggiungibile.
Forse, pensai oziosamente, non tutto era perduto, potevo ancora assistere al match Fischer-Morphy.
«Al tempo ho provveduto, scorre apparentemente solo a questo livello; per quanto riguarda le altre tue domande, nell'attesa che il centro elaborazione dati ci faccia avere il tabulato, posso rispondere che le modifiche del passato possono avvenire solo a certe condizioni. Posso assicurarti che abbiamo già provato in numerose occasioni a modificare il passato e pertanto abbiamo una notevole esperienza al riguardo. Ma la guerra non potremmo cancellarla. In definitiva ciò che è avvenuto nel presente non può essere cancellato nel passato e le modifiche di esso non devono in alcun modo esser rese avvertibili nel presente. Riguardo all'intervento stesso esistono dei limiti di tempo, non più di 5000 anni, e mai tali interventi devono causare anacronismi o varianti del presente con effetto valanga»
«Quindi se ho ben capito, se faccio scomparire un uomo 500 anni fa questo causerebbe un effetto-valanga, perchè non verrebbero alla luce i suoi figli, e di conseguenza alcuni particolari discendenti che poi darebbero un'impronta alla civiltà che porterebbe poi all'attuale status quo, giusto?»
«Solo in parte, ovvero se quell'uomo avesse davvero un futuro, tale intervento non potrebbe aver luogo, ma se quell'uomo è solo una comparsa senza efficacia storica, l'intervento è legittimo. Ma quale utilità avrebbero individui che nel corso storico si sono rivelati comparse anche nella loro linea di discendenza?».
«Forse, in questo corso storico! Con queste linee sociali, religiose e politiche i loro discendenti sono comparse
«Attenzione però, il presente non può essere alterato, questa guerra ormai è scoppiata, le testate nucleari sono partite ed anche la controffensiva e devono arrivare a destinazione, da questo non si può prescindere».
«Sì, ho capito, il presente non subirà modifiche. Ho già una mezza idea di cosa fare e nell'attesa del tabulato potrei avere un volume di storia romana?
[3] Vorrei controllare una certa cosa».
Mi sentivo più tranquillo ora e mi rilassai mentre lui girava ad un inserviente la mia richiesta, e Danyazad mi osservava con perplessità, il mondo impazziva e sullo schermo-monitor l'asiatico continuava a rimanere immobile con la mano protesa verso il pezzo vicino eppure irraggiungibile...
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1. Asmodeo è un altro dei principi dell'inferno e curiosamente è il mio nick di riserva in irc quando mi collego e scopro che il mio nick storico è usato da altri... all'estero si rispettano persino i nick altrui ma dato che chi se ne appropria è italiano tutto rientra nella normalità... [Return]
2. Fin dall'inizio ho intrecciato tra loro i miei racconti ed Eligor che compare in Il Sigillo di Koth, presente su questo stesso web, mi venne spontaneo anche se il racconto lo avevo scritto più di due anni prima... [Return]
3. In quell'epoca avevo abbozzato per somme linee un romanzo fantasy mai iniziato in cui prendevo spunto dalla scomparsa in Britannia della XX Valeria Victrix e la immaginavo approdata agli antipodi della galassia dove finiva per sviluppare una civiltà ad alta tecnologia conservando la cultura romana... ed immaginavo che un giorno arche partite dalla terra per sfuggire all'olocausto approdassero in uno degli avamposti dell'Impero... in pratica questo ciclo era il raccordo tra gli avvenimenti remoti di quel romanzo e la storia dell'olocausto narrata in Kaspar, oltre tutto in quest'ultimo faceva riferimento alle memorie di Eunice contenute in una cassetta di sicurezza in Svizzera (vi accenno nel capitolo conclusivo di Eunice) e a sua volta nel primo capitolo di Eunice facevo incontrare Gilberto con i proprietari del Woomera a Marostica durante la partita in costume in cui Lorena uccideva il suo sfortunato spasimante... i continui intrecci tra i miei racconti mi coinvolgevano al punto che mi inventavo a volte trame che raccordassero tra di loro avvenimenti raccontati in alcuni ma visti da un punto di vista diverso... nella quinta parte dell'Inviato iniziavo la narrazione con frammenti presi dagli appunti della storia della legione perduta... incidentalmente la XX Valeria Victrix scomparve realmente in circostanze misteriose durante una perlustrazione oltre il vallo e a questo enigma storico non è mai stata data una spiegazione convincente, qui anticipai con alcuni spunti il romanzo che avevo in mente e dopo che Due Alfieri mi massacrò il brano cessai di scrivere e anche quel romanzo finì nel cassetto da cui spero di riesumarlo nei prossimi anni... A Due Alfieri imposi di non pubblicare più i miei testi e dei sette racconti già pronti quattro li avevo già pubblicati altrove quando mi resi conto che a Due Alfieri la mia collaborazione interessava sempre meno ed erano: Il Ritorno del Crociato su Zeitnot, Eterodelitto, Il Matto del Tipografo e Lummick di Niurk su Eteroscacco; gli ultimi tre dei sette invece rimasero inediti, uno era Qui nella Fossa presente su questo stesso web, il secondo era Il Discepolo di Toth che dovrei averlo ancora in casa allo stadio di dattiloscritto e il terzo era Una Scacchiera per l'Imperatore in cui mi riallacciavo di nuovo alla storia del secondo Impero Romano ma in epoca lontanissima nel futuro e agganciavo un nuovo romanzo senza nome che era a sua volta richiamato da Eunice in uno dei capitoli centrali ancora allo stadio di dattiloscritto e più recentemente da Dwerulas... se riuscirò a portare a termine le tante cose iniziate di sicuro tutta la mia narrativa apparirà alla fine come un unico sterminato mosaico le cui tessere (racconti, episodi o capitoli) sono tutti strettamente connessi tra loro attraverso numerosi punti di contatto, alcuni prevedibili e scontati altri meno appariscenti... [Return]

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Riepilogo dei Racconti Pubblicati su Due Alfieri
Ord.RaccontoN.roBimestreAnno
1L'Alfiere di Dio5Mar./Apr.1979
2Armaiti6Mag./Giu.1979
3Matto affogato di cavallo7Lug./Ago.1979
4Il nero muove e vince8Set./Ott.1979
5Il Re in Nero9Nov./Dic.1979
6Regina dei Sogni, Regina del Cuore10Gen./Feb.1980
7Distinti Saluti11Mar./Apr.1980
8Finvarra12Mag./Giu.1980
9Lo Scacchista Speculare13Lug./Ago.1980
10Il Sigillo di Koth16Gen./Feb.1981
11L'Altra Mano17Mar./Apr.1981
12Cornelius di Heidelberg20Set./Ott.1981
13Lorena22Gen./Feb.1982
14Dal Nostro Inviato all'Inferno - 125Lug./Ago.1982
15Dal Nostro Inviato all'Inferno - 226Set./Ott.1982
16Dal Nostro Inviato all'Inferno - 327Nov./Dic.1982
17Dal Nostro Inviato all'Inferno - 432Lug./Ago.1983
18Dal Nostro Inviato all'Inferno - Fine34Nov./Dic.1983

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che ha realizzato i midi più carichi di atmosfera che abbia mai trovato sul net.
Il brano è qui riportato con il permesso dell'autore.

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