Canto di un mondo più giovane

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Anthony Jones, Calendario 1998 - Giugno - 23.512 bytes

Anthony Jones
(Calendario 1998 - Giugno)


La luna inargenta le colline silenziose, il silenzio avvolge tutto come un manto regale ed io sono qui, accovacciato, ad annusare i profumi della notte, con gli occhi fissi sul disco lontano della compagna dei miei vagabondaggi.
Silenzio e profumo della notte, odore dello stagno, aroma della terra ancora umida di pioggia, ed a tratti piccole luci che danzano nell'aria, come scintille di un fuoco che non brucia, lucciole, sì lucciole le chiamavo un tempo...
Karen la mia compagna dorme accovacciata poco distante, il suo pelo argenteo per la luna e per gli anni scintilla leggermente smosso da uno zeffiro gentile... la accarezzo con gli occhi e lei palpita nel sonno e si stiracchia come se avvertisse la mia carezza...
Le stelle scintillano in cielo e disegnano costellazioni che non conosco, come fori su una coltre di velluto, fori... chissà.. un tempo erano soli come quello che illumina la nostra caccia di primo mattino...
Non abbiamo cuccioli, bastiamo a noi stessi, mi avvicino a lei e la guardo dormire, non fa freddo, qui non fa mai freddo, o forse non lo avvertiamo più in questo mondo più giovane, solo colline fresche d'estate e tiepide d'inverno, non abbiamo fuochi da bivacco... cos'è il fuoco? Un nome lontano, un bagliore guizzante che illumina i nostri occhi, come una quercia colpita da un fulmine, che contemplammo a lungo bruciare nella notte, mentre il nostro pelo si tingeva di bagliori ramati.
Karen dorme e sogna, sogna forse quel mondo stanco dal quale fuggimmo tanto tanto tempo fa.
Sogna una vita senza più speranza e fiducia nel domani, vorrei allontanare da lei quei sogni, vorrei distoglierla da ricordi che fanno male e così mi accosto a lei sfiorandola delicatamente col muso, lei si sveglia e mi guarda con i suoi grandi occhi gialli e pieni di inestinguibile amore, poi si tira su e si accosta a me con un uggiolio lieve, strofinando il muso sulla mia spalla...
Cara Karen, esule come me in questo mondo giovane e ricco di nuove promesse...
Guardo i suoi occhi e vedo altri occhi, altri giorni ed altri occhi, e nell'aria tersa umida di rugiada i suoi occhi sono fuochi dorati, io non ricordo il passato, l'ho cancellato dalla mente, l'ho obliato senza rimpianti, ricordare fa male, ed io ho cessato di ricordare da tanto troppo tempo, anche se a volte i sogni mi portano indietro per brevi istanti...
Trotterelliamo fianco a fianco e le nostre narici fremono degli odori della natura, poi lei si blocca di colpo, sta puntando qualcosa celata nei cespugli... un guizzo ed una lepre scatta fuori e Karen senza esitazione si scaglia con grazia e leggera sicurezza, pochi istanti e poi torna da me tenendo con i denti il frutto della sua breve e fortunata caccia, lo depone davanti a me e mi guarda fiera per la sua prodezza, ansima leggermente per la breve corsa, con la rossa lingua palpitante ed il muso macchiato di sangue, sono fiero ed orgoglioso di lei e con un gesto del capo la invito a servirsi per prima, mi guarda con affetto e poi si china e mangia i bocconi migliori ed io sento un gran calore in cuore... poi mi chino anche io e dividiamo assieme il pasto ancora palpitante, sfiorandoci i musi...
Riprendiamo subito dopo il nostro vagabondaggio cullati da un vento leggero che arruffa leggermente il pelo, fino a raggiungere un'alta collina dove poter guardare la luna ed il nostro mondo silenzioso.
Lì lei si accuccia vicino a me ed io ritto sulle zampe anteriori con la testa reclinata all'indietro ululo alla luna, un canto antico e sempre giovane, canto la gioia e l'amore, canto della caccia alla luce delle stelle, canto della mia inseparabile compagna, canto alla luna ed alle stelle, un canto d'amore, un canto antico che non invecchia mai e lei mi ascolta e poi si rizza vicino a me ed accostata la sua testa alla mia unisce il suo canto al mio e le nostre voci si levano forti e sicure nel silenzio della notte mentre le stelle pian piano si spengono nel cielo che a poco a poco assume i colori dell'alba...
Notte dopo notte, la nostra splendida vita, inseparabili in questo mondo giovane dove i ricordi lontani sono banditi per sempre dalle nostre menti.
In cielo un airone lontano vola verso i monti incappucciati di neve, lanciamo un grido di sfida come una risata, poi ci guardiamo negli occhi e di colpo ci lanciamo nella valle correndo fianco a fianco, padroni del nostro mondo...

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Scritto il 13 ottobre 1996, conclude il breve periodo in cui ho scritto ben quattro racconti, un periodo che spero prima o poi di ripetere.
Il brano è ispirato all'omonimo telefilm della serie a colori di Twilight Zone ed inizia là dove l'altro finisce. Alla serie a colori di Twilight Zone ho intenzione di dedicare prima o poi un largo spazio su questo stesso web...
Infine quando il 5 dicembre 1996 creai questo sito fu proprio questo racconto che al sito stesso diede il nome e in un certo senso ne è il suo portafortuna.

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Il brano in background è The Memories of Trees di Enya
from The Memories of Trees, seq. Jeremy Ho.

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